Lei si stava facendo bella per Lui, erano giorni che aspettava questa serata. L’aria placidamente frizzante dell’autunno appena giunto entrava nella sua camera da letto con vista sul centro parrocchiale, e faceva un pò rabbrividire le sue spalle nude. Si alzò e andò a chiudere la finestra, seguita in ogni suo movimento dallo sguardo semichiuso di Ettore, un obeso travestito da gatto grigio. Tornò a sedersi, e si mise quel profumo che – ne era sicura – sarebbe piaciuto tanto a Lui. Mentre giocherellava con il tappo della bottiglietta di profumo, arrivò un sms. “Ho una mezz’oretta di ritardo, mi dispiace. Bacio”.
La fronte di Lei si corrugò lievemente, ma quel piccolo accenno di broncio si sciolse presto in un sorriso. Ma non dovrebbero essere le ragazze a presentarsi in ritardo?, pensò. Prese in braccio Ettore e andò nel tinello, la sua coinquilina era andata a stare dal suo ragazzo per qualche giorno e quindi la casa era tutta per Lei e per Ettore. Si misero sul divano e Lei accese la tv, mettendosi a vedere senza alcun interesse la replica di un programma di cucina.
Finalmente Lui arrivò. “Sono qua sotto”, scrisse nell’sms. Trepidante, Lei depose sul divano (con molta poca grazia) il povero Ettore che si era appisolato sulle sue ginocchia, prese le sue cose e infilò la porta di casa. Lui era lì, appoggiato alla sua auto parcheggiata di fronte all’ingresso del palazzo, i suoi occhi sembravano più luminosi del solito. Lei si avvicinò sorridente, si salutarono e si scambiarono due bacini. Salirono in macchina, Lui si scusò per il ritardo dicendo che aveva avuto un imprevisto, “Non fa niente non ti preoccupare” rispose Lei. Arrivarono al locale, entrarono e si misero a sedere ad un tavolo un pò defilato. Il cuore di Lei era lieve, si sentiva bene, Lui la faceva sentire bene… Sembrava il primo capitolo del racconto di una serata perfetta, o il primo movimento di una bellissima sinfonia d’amore, ma purtroppo gli eventi avrebbero presto preso una piega non proprio positiva…
A un certo punto, Lei si accorse che Lui aveva un’espressione un pò corrucciata, e non riusciva a capirne il motivo. Forse non si trova bene con me, pensò. All’improvviso sulla faccia di Lui si disegnò una specie di smorfia, si alzò in piedi e disse: “Scusa vado un attimo in bagno”. Lei si limitò a rispondere con un “ok” un pò perplesso.
1 minuto….. 2 minuti….. 5 minuti….. 10 minuti….. 15 minuti…..
Dopo quasi 20 minuti Lui ricomparve, con uno sguardo abbastanza imbarazzato. Lei, che stava cominciando a preoccuparsi, gli chiese: “Tutto ok”? “Sì grazie”, rispose Lui, ma non era un sì molto convinto… Ricominciarono a parlare, e la serata riprese il suo corso. Poco dopo mezzanotte Lui (che aveva ancora l’espressione corrucciata) propose di andar via, e Lei accettò.
Durante il breve e silenzioso tragitto in auto, Lei continuò a interrogarsi sul perché Lui si stesse comportando in quello strano modo… Quando Lui fermò l’auto davanti al portone del palazzo di Lei, si scambiarono un impacciato sorriso. Lei chiese con voce esitante: “Ti… Ti va di salire?”, e Lui rispose: “E’ meglio di no, preferisco tornare a casa se non ti dispiace”. Lei abbassò gli occhi per un istante e disse: “E’ quasi tutta la sera che ti vedo strano, distante… Forse è colpa mia? Se è colpa mia ti chiedo scusa”. Lui la guardò e provò a sorriderle ma il tentativo di sorriso si tramutò nell’ennesima smorfia della serata, e allora disse: “No non è assolutamente colpa tua, credimi, la colpa è solo mia e mi dispiace che la serata sia andata storta, speravo tanto che non sarebbe successo e invece è successo…..”
“Che è successo??” chiese Lei un pò allarmata.
“Beh ecco mi vergogno un pò a dirtelo, sai sono cose delicate…..”
“Cioè???” Lei era sempre più allarmata.
“Ho paura che tu ti metta a ridere….”
“Non mi metterò a ridere, te lo giuro!”
“Beh allora” Lui fece un sospirone, e continuò “sai, io soffro di un problema che si chiama sindrome da intestino irritabile”
“?…..cioè…..??”
“La chiamano anche colite nervosa, è un problema all’intestino. Quando sono nervoso o ansioso mi, mi…… mi scappa la cacca, ecco. Mi vengono i dolori alla pancia e devo correre in bagno, e può succedere più di una volta nel giro di poco tempo. Ero talmente emozionato all’idea di uscire con te che mi è venuto un attacco. Purtroppo sto ancora male”. E dopo aver vuotato il sacco, abbassò lo sguardo con un gesto carico di mortificazione.
Lei rimase in silenzio per una manciata di secondi, un pò interdetta (era la prima volta che provocava un attacco di colite a un ragazzo, si trattava di un’esperienza del tutto nuova). Poi però, la condensa di imbarazzo che si stava formando nell’abitacolo fu sciolta dal bacio che Lei diede a Lui, un bacio che lo fece uscire dal pozzo di costernazione in cui era precipitato. “Sono sicura che domani sera andrà meglio” disse Lei con un sorriso che meritava di essere dipinto su tela ed esposto agli Uffizi, “ci vediamo qui domani alla stessa ora, buonanotte”, e scese dalla macchina. Si salutarono con un gesto della mano, Lui mise in moto e partì: promise a se stesso che non avrebbe permesso al suo “problemino” di guastare un’altra serata con quella fantastica ragazza…
…perché l’Amore è indubitabilmente più forte di qualsiasi contrazione peristaltica irregolare!!